Premio Europa per il Teatro Premio Europa per il Teatro Premio Europa per il Teatro Premio Europa per il Teatro
XI Edizione
Questa XI edizione del Premio Europa per il Teatro ha luogo in Grecia.
Ritrovarci e incontrarci a Salonicco, insieme all'inevitabile richiamo suscitato da una terra legata alle origini stesse del teatro, a noi ricorda anche gli inizi del Premio Europa e la funzione di cerniera culturale tra il nord e il sud dell'Europa che si è deciso di dargli sin dalla nascita.
Nella prima edizione del 1987, trasmessa in eurovisione dal teatro greco di Taormina, che premiò Ariane Mnouchkine, presidente della giuria era stata Irene Papas; inoltre, sempre in quell'occasione, Carlo Ripa di Meana, Commissario Europeo alla Cultura e Presidente del Premio, volle assegnare un Premio speciale a Melina Mercouri.
L'approdo in Grecia avviene dopo la X edizione ospitata lo scorso anno dalla città e dal Teatro Stabile di Torino, una città che nella storia d'Europa ha avuto il ruolo di porta subalpina del Mediterraneo. A Torino, premiando Harold Pinter, si sono vissute giornate di lavoro e spettacoli fortemente segnati dalla presenza del drammaturgo inglese, tornato per l'occasione ad apparire in pubblico dopo mesi di assenza. Un omaggio davvero speciale è stato offerto dal Gate Theatre con Jeremy Irons, Penelope Wilton, Charles Dance e Michael Gambon e da uno spettacolo apposito realizzato da Roger Planchon; i due premiati Nuove Realtà Teatrali sono stati protagonisti di incontri e spettacoli e la sezione Ritorni è stata incentrata su tre creazioni di Luca Ronconi concepite per le Olimpiadi di Torino. In occasione della manifestazione, inoltre, si è riunita la Giuria del Premio che ha deciso all'unanimità di assegnare il Premio Europa per il Teatro XI edizione, per la prima volta ex aequo, a Robert Lepage e a Peter Zadek.
Robert Lepage, regista del Quebec, benché non europeo, ha esercitato e continua ad esercitare una influenza notevole sul teatro del vecchio continente, contribuendo a rinnovarne il linguaggio lavorando prevalentemente con attori europei e un repertorio, delle sensibilità e un régard che possono dirsi europei. La scelta di Lepage, come a suo tempo quella dell'americano Robert Wilson, va considerata oltretutto nel quadro di una politica culturale che, come previsto dal regolamento del Premio, concordato con la Commissione Europea nel 1986, ha l'obiettivo di dare dei riconoscimenti a "quella personalità o istituzione teatrale che abbia contribuito alla realizzazione di eventi culturali determinanti per la comprensione e la conoscenza tra i popoli".
Premiando ex aequo Peter Zadek si è voluto riconoscere il lavoro di un artista che, nella sua lunga carriera, iniziata in Inghilterra e proseguita per oltre quaranta anni in Germania, ha innovato l'arte della regia teatrale sia lavorando direttamente sui testi con i suoi attori prediletti, sia attraverso un uso "concettuale" della regia. In questo modo egli ha trovato e ancora trova le sue visioni personali e degli impatti vividi in ogni pièce, pur mantenendo sempre come principali "santi ispiratori" Shakespeare, Ibsen e Cechov.
A Robert Lepage saranno dedicati un convegno e un incontro, seguiti dalla presentazione di alcuni estratti da spettacoli che il regista ha in allestimento. Anche il lavoro teatrale di Peter Zadek sarà al centro di un convegno e di un incontro. Zadek proporrà successivamente uno spettacolo: Peer Gynt di Henrik Ibsen realizzato con il Berliner Ensemble e con l'attrice simbolo del teatro tedesco, Angela Winkler.
Il IX Premio Europa per il Teatro è stato assegnato a Alvis Hermanis e Biljana Srbljanovic.
Alvis Hermanis, attore, autore e scenografo dei propri spettacoli, è una figura di rilievo nel teatro lettone. I suoi spettacoli, che raramente nascono da opere teatrali e si ispirano piuttosto alla vita quotidiana, (togliere: spesso adattamenti da opere letterarie), da alcuni anni sono richiesti dai più importanti festival europei. Il pubblico e i partecipanti al Premio Europa potranno apprezzare il teatro di Hermanis attraverso una conferenza, un incontro, le prove aperte di un nuovo spettacolo in allestimento e due spettacoli: Long Life, affidato alla compagnia lettone New Riga Théâtre e Väter il suo ultimo spettacolo con lo Schauspielhaus di Zurigo.
L'ironia e il pessimismo di Bjliana Srbljanovic, in realtà veicolano, provocatoriamente, un preciso impegno per affermare, partendo dalla Serbia, valori importanti per l'Europa di domani: la libertà, la democrazia, il rispetto delle diversità. Per conoscere e incontrare questa giovane drammaturga serba, sono previsti una conferenza, un incontro, alcune letture da sue opere e dal suo ultimo testo inedito, lo spettacolo Locusts con lo Jugoslovensko Dramsko Pozorište.

Completano le attività della manifestazione: l'Assemblea Generale de l'Union des Théâtres de l'Europe, l'Assemblea Generale della Convention Théâtrale Européenne, La riunione del Comitato Esecutivo dell'Association Internationale des Critiques de Théâtre, la riunione dell'Instituto Internacional del Teatro del Mediterraneo e l'Assemblea straordinaria della Union des Critiques Hellènes de Théâtre et de Musique.
Anche se organizzare tutto questo ha comportato uno sforzo notevole da parte di tutti per i tempi ristretti nella programmazione degli eventi, stiamo parallelamente lavorando con prospettive ancora più ampie per il 2008, sempre a Salonicco. Abbiamo già certezze sulle date degli eventi ed accordi stabiliti. Inoltre la Giuria avrà tempo e modo di approfondire il lavoro sulle Nuove Realtà Teatrali e ciò apre prospettive molto interessanti sul nuovo teatro europeo, anche per le edizioni successive.
Questa prospettiva di continuità fa ben sperare per il raggiungimento di alcuni importanti obiettivi che appartengono al progetto originario del Premio Europa concordato a suo tempo con la Commissione Europea sin dal 1986. Primo tra tutti una coproduzione-premio per i premiati delle Nuove Realtà Teatrali, offerta, tra gli altri, dai principali festival europei e da teatri membri degli organismi associati, che successivamente potrà avere un più ampio circuito di rappresentazione in tutta Europa. Interessante e utile sarebbe, inoltre, una rassegna dei candidati al Premio Nuove Realtà Teatrali da effettuarsi magari in momenti e luoghi diversi rispetto alle attività direttamente legate ai lavori del premio. Il coinvolgimento, in un concorso, di giovani artisti europei cui fare realizzare una scultura-simbolo del Premio Europa per il Teatro.
Lavorare qui a Salonicco, città che nella storia è stata un ponte tra diverse culture in momenti storici cruciali, aggiunge un particolare significato a tutte queste attività fondate sulla conoscenza reciproca e gli scambi attraverso la cultura e il teatro. Trovarsi poi in prossimità del monte Olimpo e del monte Athos, invita a riflettere su due anime profonde dell'Europa: da una parte quei miti che, trasmessi di generazione in generazione, passando dal racconto orale al teatro e alla speculazione filosofica hanno accompagnato la nascita e l'evolversi della civiltà occidentale, dall'altra una spiritualità per molti aspetti orientale che oggi, in una compulsività che spesso accompagna anche il lavoro teatrale, ci ricorda il valore del silenzio e del tempo, della preghiera e della meditazione, di uno sguardo cioè che sa andare interiormente in profondità ma anche spaziare oltre le nuvole.
Ritrovare e ricomporre queste due anime - la capacità di raccontare e riattivare il mito potendo riappropriarsi anche di un tempo e di uno spazio meditativi, dilatati e profondi – ci sembra questo un bisogno avvertito dal teatro contemporaneo, già a partire dall'esperienza di molti maestri del '900.
Un po' più prosaicamente c'è anche da dire che l'humus teatrale europeo nel quale operiamo non ha raggiunto ancora quella fluidità, insieme a un contesto organizzativo e istituzionale solido, che sarebbe auspicabile. Se il cinema del vecchio continente è riuscito ad aggregarsi intorno a programmi comunitari che ne sostengono le attività, la stessa cosa non può, ancora oggi, dirsi del teatro. In particolare quelle sinergie tra organismi teatrali europei che furono alla base dell'ideazione del Premio Europa e di altre iniziative nate nello stesso periodo in seno all'Unione, potrebbero essere perfezionate. Si tratta sostanzialmente di attivare una grande rete di produzioni, scambi e collaborazioni capace davvero di aggregare tutte le migliori e più nuove energie del teatro che si fa in ogni parte d'Europa.
In proposito crediamo che valga ancora oggi quanto ebbe a dire Giorgio Strelher in occasione della III edizione del Premio Europa a lui dedicata: "Spero che nei prossimi anni quest'unione e questa volontà vengano sostenute anche da altre forze decise a lavorare insieme a noi." Era stato questo l'auspicio e la linea di lavoro ispiratrice del fondatore dell' l'Union des Théâtres de l'Europe. Guardando a questa prospettiva di collaborazione e scambio, che vorremmo vedere svilupparsi nel tempo, vogliamo ringraziare gli organismi associati e gli organismi associati e sostenitori del Premo Europa: nella certezza che il nostro lavoro comune possa ancora di più e meglio consolidarsi, rinsaldarsi, trovare ulteriori sbocchi e aprirsi a nuove, fertili collaborazioni.

Un ringraziamento sentito va al Ministro della Cultura greco Mr. Ghiorgos Voulgarakis per avere sostenuto la manifestazione e al Segretario Generale Mr. Zachopoulos per la tenacia con la quale, già prima delle Olimpiadi, ha voluto spostare in Grecia questo offrendo delle assicurazioni che hanno fatto preferire Salonicco ad altre città europee che si erano candidate per ospitare il Premio Europa. Infine un ringraziamento va a Mr. Nikitas Tsakiroglou, Direttore del Teatro Nazionale della Grecia del Nord, ed al suo staff, per avere ospitato questa edizione del premio contribuendo alla sua organizzazione.

Alessandro Martinez
Segretario Generale, Premio Europa per il Teatro